Bassano Romano è un borgo della Tuscia Viterbese, a poco meno di sessanta chilometri da Roma, raccolto su uno sperone di origine tufacea e circondato da boschi.
È un luogo tranquillo, lontano dai grandi flussi turistici, ma conserva almeno due motivi per cui vale la pena arrivare fin qui: Villa Giustiniani-Odescalchi, con le sue sale affrescate dai grandi pittori del primo Seicento, e il Cristo Portacroce attribuito a Michelangelo, considerato la prima versione del celebre Cristo della Minerva.
Due storie sorprendenti, un borgo da scoprire con calma e, per la Villa, l'ingresso gratuito. Una di quelle destinazioni che ci si chiede perché non siano più conosciute.


Un feudo nella Tuscia diventa la residenza dei Giustiniani
Le origini di Bassano Romano risalgono al Medioevo. Il borgo si sviluppò attorno alla fortificazione costruita sulla rupe e nel corso dei secoli il feudo passò attraverso diverse famiglie nobili, tra cui gli Anguillara e i Savelli.
La svolta arrivò nel 1595, quando il feudo passò dagli Anguillara alla famiglia Giustiniani. I Giustiniani erano originari di Genova e si erano stabiliti a Roma dopo aver lasciato l'isola di Scio, l'attuale Chio, allora possedimento della Repubblica di Genova, in seguito all'invasione ottomana del 1566.
Fu Giuseppe Giustiniani ad acquisire il feudo. Ma sarebbe stato soprattutto suo figlio Vincenzo Giustiniani a trasformare Bassano in una raffinata residenza signorile.
Vincenzo era una figura particolare nella Roma del Seicento: banchiere, collezionista, mecenate e intellettuale, fu uno dei più importanti sostenitori di Caravaggio e possedeva una delle collezioni d'arte più celebri della Roma del tempo.
A Bassano avviò un ambizioso progetto di trasformazione del palazzo e chiamò a lavorare alcuni dei più importanti pittori del primo Seicento. Il risultato è ancora oggi leggibile nelle sale del piano nobile, dove miti classici, allegorie e figure divine convivono in un insieme decorativo di grande eleganza.
I Giustiniani conservarono Bassano fino all'Ottocento. Nel 1854, per le difficoltà economiche della famiglia, il complesso fu ceduto a Livio Odescalchi.
All'inizio degli anni Duemila il complesso passò allo Stato italiano ed entrò nel sistema di tutela e valorizzazione delle Ville Monumentali della Tuscia.


Villa Giustiniani-Odescalchi: un viaggio nella pittura del Seicento
L'ingresso della Villa si trova in Piazza Umberto I, nel cuore del paese.
A incorniciare il portale si trovano quattro grandi busti in peperino che sostengono altrettante teste marmoree di epoca romana, risalenti al II secolo d.C. Sono uno degli elementi più curiosi dell'esterno del palazzo e introducono già alla particolare atmosfera della residenza.
Superato il portale si entra nel cortile, dove sono ancora visibili decorazioni e resti degli affreschi attribuiti ad Antonio Tempesta, mentre al centro si trova una fontana con statua.
Ma è entrando nelle sale del piano nobile che si comprende veramente l'importanza della Villa.
La decorazione è il risultato di interventi diversi, realizzati in più momenti. Ai Giustiniani si deve soprattutto il grande progetto decorativo dei primi anni del Seicento, affidato ad alcuni dei migliori artisti dell'epoca.
Tra le sale più interessanti ci sono:
la Galleria di Francesco Albani, con la spettacolare Caduta di Fetonte, ispirata alle Metamorfosi di Ovidio;
il Camerino di Diana del Domenichino, realizzato nel 1609;
la Sala di Amore e Psiche di Bernardo Castello, del 1605;
la Sala dell'Eterna Felicità di Paolo Guidotti Borghese, realizzata intorno al 1610;
le Sale delle Stagioni, nelle quali sono riconoscibili elementi riconducibili alla cerchia degli Zuccari e riferimenti alla grande tradizione decorativa del tardo Cinquecento.
È proprio questa varietà a rendere interessante la visita: non ci si trova davanti a un'unica opera, ma a un vero percorso attraverso la pittura romana e bolognese tra la fine del Cinquecento e il primo Seicento.
Nel cortile sono inoltre visibili le decorazioni di Antonio Tempesta, con scene di trionfo e immagini legate alla cultura e alla storia della famiglia.
Tra queste compare anche una rappresentazione della Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli, l'attuale Istanbul. L'immagine è collegata alla tradizione familiare secondo la quale i Giustiniani avrebbero avuto origini bizantine e una discendenza dall'imperatore Giustiniano: una tradizione genealogica che appartiene alla storia della famiglia, ma che non va confusa con un'origine storicamente dimostrata.





Il parco e il ponte sul borgo
La Villa era accompagnata da un grande parco storico di circa 23 ettari, progettato come parte integrante della residenza.
Il complesso comprendeva giardini, viali, aree boscate e strutture destinate allo svago e alla caccia. Particolarmente suggestivo è il rapporto tra il palazzo e il giardino, al quale era collegato anche attraverso un ponte che scavalca l'attuale via Roma.
Il parco è una parte importante della storia della Villa, anche se le modalità di accesso e le aree effettivamente visitabili possono variare: prima di programmare la visita è quindi consigliabile verificare quali spazi siano aperti al pubblico.
Un elemento particolarmente curioso è il piccolo teatrino realizzato tra il 1699 e il 1700, con palchetti in legno. È uno degli ambienti più insoliti del complesso e, quando inserito nel percorso di visita, merita sicuramente attenzione.

l Cristo Portacroce di Michelangelo: il capolavoro rimasto nell'ombra
La seconda grande sorpresa di Bassano Romano si trova poco fuori dal centro storico, nel complesso di San Vincenzo Martire.
Nella chiesa, in una cappella laterale, è conservato il Cristo Portacroce attribuito a Michelangelo, identificato come la prima versione del Cristo destinato alla basilica romana di Santa Maria sopra Minerva.
La vicenda della statua è affascinante.
Michelangelo iniziò a scolpire il Cristo intorno al 1514, durante il suo periodo romano, su commissione di Metello Vari. L'opera era destinata alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
A un certo punto, però, nel marmo del volto comparve una caratteristica venatura scura. Michelangelo avrebbe quindi abbandonato la scultura e successivamente realizzato una seconda versione dell'opera, quella che oggi si trova nella basilica romana.
La statua abbandonata rimase a Roma e, dopo essere entrata nel mercato antiquario agli inizi del Seicento, fu acquistata dal marchese Vincenzo Giustiniani.
Giustiniani fece completare l'opera. Per molto tempo si è ritenuto possibile che a intervenire fosse stato il giovane Gian Lorenzo Bernini, ma l'attribuzione del completamento non è oggi un dato definitivo e la questione rimane discussa dagli studiosi.
Nel 1644 la statua fu trasferita a Bassano, nel complesso religioso legato alla famiglia Giustiniani.
Qui rimase per secoli, quasi dimenticata e attribuita a un anonimo scultore seicentesco.
La sua riscoperta è relativamente recente. Silvia Danesi Squarzina individuò la statua nel 1997, riconoscendovi caratteristiche compatibili con la prima versione del Cristo della Minerva. Gli studi successivi, tra cui quelli di Irene Baldriga, approfondirono l'identificazione e la collegarono alla storia documentata dell'opera michelangiolesca.
Uno degli elementi più significativi fu proprio la presenza della venatura scura sul volto, ricordata dalle fonti antiche a proposito della statua abbandonata da Michelangelo.
Oggi il Cristo è conservato nella chiesa di San Vincenzo Martire, dove può essere ammirato nella cappella laterale. La visita richiede però una particolare attenzione agli orari e alle modalità di apertura del complesso religioso: è quindi opportuno informarsi prima di partire.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della visita. Dopo aver visto le sale fastose della Villa, ci si trova davanti a una scultura di straordinaria importanza custodita in un ambiente molto più raccolto e silenzioso.




Bassano Romano: il borgo da scoprire a piedi
La Villa e il Cristo sono i due punti forti della giornata, ma sarebbe un peccato arrivare a Bassano Romano e ripartire senza camminare un po' per il centro storico.
Una delle strade più interessanti è via Maria Giustiniani, considerata la più antica del paese. Seguendola si arriva a un'antica porta medievale e quindi al Borgo San Filippo Neri, realizzato nel Seicento per volontà di Andrea Giustiniani.
Qui si trovano la Chiesa di San Filippo Neri, l'Oratorio e Palazzo Savelli, con le testimonianze delle antiche famiglie che hanno segnato la storia del paese.
Non è un centro storico monumentale nel senso tradizionale del termine. È piuttosto un luogo da attraversare lentamente, osservando i portali, gli stemmi, le case in pietra e i piccoli scorci che si aprono lungo le strade.
È proprio questo il suo fascino.


Una pausa con i sapori della Tuscia
Dopo la visita alla Villa e al borgo, si può dedicare un po' di tempo al pranzo.
La cucina del territorio segue naturalmente la tradizione della Tuscia: prodotti agricoli locali, formaggi, salumi, olio, vino e piatti della cucina laziale.
Per scegliere dove mangiare, soprattutto nei giorni festivi, è preferibile verificare preventivamente apertura e disponibilità dei ristoranti.
Chi preferisce un pranzo all'aperto può invece valutare le aree attrezzate della zona della faggeta, verificandone naturalmente le condizioni di accesso e i servizi disponibili.
Pomeriggio nella faggeta o al Lago di Vico
Se dopo la visita culturale avete ancora qualche ora, Bassano Romano offre una possibilità completamente diversa: immergersi nella natura.
La faggeta di Bassano Romano, che si estende per oltre 400 ettari, rappresenta una delle caratteristiche naturalistiche più interessanti del territorio. Il bosco è attraversato da percorsi e comprende anche aree attrezzate per la sosta.
È una buona scelta soprattutto per chi, come me, ama alternare una visita culturale a una passeggiata nel verde.
In alternativa si può raggiungere la Riserva Naturale Regionale del Lago di Vico, a poca distanza da Bassano Romano.
Il lago è di origine vulcanica e si trova a circa 507 metri di quota, risultando il più alto tra i grandi laghi italiani. È circondato da boschi di faggi e querce e offre numerose possibilità per una passeggiata o una pausa nella natura.
In questo caso, però, non cercherei di fare tutto nella stessa giornata.
Se la priorità è conoscere bene Bassano Romano, dedicherei la mattina alla Villa, al Cristo e al borgo, lasciando alla faggeta o al Lago di Vico il ruolo di conclusione tranquilla della giornata.


Come organizzare la gita
Per una giornata senza fretta, suggerirei questo ordine:
Mattina presto – San Vincenzo Martire e Cristo Portacroce
Cominciate dal complesso di San Vincenzo, verificando prima gli orari di apertura e la possibilità effettiva di vedere la statua.
A metà mattina – Villa Giustiniani-Odescalchi
Raggiungete Piazza Umberto I e dedicate almeno un'ora alla visita delle sale del piano nobile.
Prima di pranzo – passeggiata nel borgo
Da Piazza Umberto I proseguite verso via Maria Giustiniani e il Borgo San Filippo Neri.
Pranzo – cucina della Tuscia
Scegliete un ristorante del paese oppure, se preferite stare all'aperto, una delle aree attrezzate della zona, verificando preventivamente le condizioni di accesso.
Pomeriggio – natura
A seconda del tempo a disposizione, scegliete tra la faggeta di Bassano Romano e il Lago di Vico.
Non è necessario fare tutto. Bassano Romano si presta soprattutto a una giornata lenta, in cui alternare arte, storia e natura.

Informazioni pratiche
Come arrivare da Roma
In automobile il percorso più semplice passa generalmente dalla Cassia/SS2, attraverso la zona di Sutri, seguendo poi le indicazioni per Bassano Romano. La distanza è di circa 55-60 km, ma il tempo di percorrenza dipende molto dal traffico.
Bassano Romano è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, ma i collegamenti sono meno semplici rispetto all'automobile e richiedono di verificare attentamente coincidenze e orari.
Villa Giustiniani-Odescalchi
Piazza Umberto I
01030 Bassano Romano (VT)
Ingresso gratuito.
Gli orari indicati dal sito ufficiale sono:
martedì-venerdì: 8:30-12:30;
sabato: 8:30-19:30;
domenica: 8:30-12:30;
lunedì: chiuso.
Il sabato l'ultimo ingresso è indicato alle 18:30.
Gli orari possono comunque subire variazioni, quindi è consigliabile controllarli prima della partenza.
Contatti Villa
Tel. 0761 636025
sito web: https://cultura.gov.it/luogo/villa-giustiniani-odescalchi
Cristo Portacroce – Chiesa di San Vincenzo Martire
Via San Vincenzo 88
01030 Bassano Romano (VT)
Tel. 0761 634007
Per la visita al Cristo è consigliabile contattare preventivamente il complesso religioso e verificare gli orari di apertura e le modalità di accesso.
Sito web: https://www.monastica.info/chiesa
Vale la pena andare a Bassano Romano?
Secondo me sì.
Io ci sono andata senza sapere bene cosa aspettarmi, convinta che sarebbe stata una delle solite gite nel Lazio. Mi sbagliavo.
Bassano Romano non ti travolge. Non ha la grandiosità di Caprarola né la fama di Bagnaia. Ha qualcosa di più sottile: una villa che sorprende davvero, una storia attorno a quel Cristo che sembra uscita da un romanzo, un piccolo borgo medievale che si attraversa in venti minuti ma che ti lascia qualcosa e un grande bosco alle porte del paese.
Se cercate una giornata diversa, lontana dai percorsi già visti, questa è la mia risposta. Andate, ma senza fretta.






