Tre giorni in Toscana: itinerario da Roma con base a Monsummano Terme

Tre giorni in Toscana: itinerario da Roma con base a Monsummano Terme

Un itinerario da Roma con base a Monsummano Terme, tra borghi medievali, torri pendenti e mare fuori stagione.

La Toscana delle cartoline esiste, certo — e la incontrerete anche in questo itinerario — ma c'è un'altra Toscana, meno prevedibile e molto più reale, che merita altrettanto.

Questo itinerario di tre giorni nasce da una base insolita: Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, piccola città termale che non finisce mai sui blog di viaggio e che invece si rivela una scelta perfetta — centrale, tranquilla, con qualche sorpresa gastronomica di tutto rispetto. Da Roma si parte in macchina (circa 3 ore sull'A1), si arriva, si deposita il bagaglio, e si comincia a esplorare.

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Giorno 1 — Serravalle Pistoiese e Pistoia: la Toscana più discreta

Serravalle Pistoiese: il borgo che non delude mai

Il primo pomeriggio, dopo il viaggio da Roma e un pranzo veloce a Monsummano, decido di cominciare con qualcosa di piccolo. Serravalle Pistoiese è a meno di venti minuti di macchina dalla base e ha quella qualità rara nei borghi toscani: non si fa trovare già ammaccata dal turismo di massa.

Il nucleo medievale conserva le due rocche — la Rocca Inferiore e la Rocca Superiore — collegate da un camminamento di mura che si percorre a piedi con vista sulle colline. Il borgo è in parte costruito sulle antiche mura stesse: case appoggiate ai bastioni, scalinate strette, qualche orto a terrazze. Ci vuole circa un'ora per visitarlo con calma, ma l'atmosfera è quella giusta per cominciare un viaggio: niente di urgente, niente di obbligatorio.

Il momento più memorabile della visita è stata la salita alla Torre del Barbarossa. Quando arriviamo, il cielo ha già cambiato umore: nuvole nere che si addensano veloci, vento che spinge forte tra i merli. La torre medievale — così chiamata per il suo legame con Federico I di Svevia, che nel XII secolo controllava questi passi appenninici — diventa in quei venti minuti qualcosa di completamente diverso da una tappa turistica. È scenografica, persino inquietante nel senso migliore del termine. La pianura pistoiese sotto di noi, le colline che si perdono nella foschia, il vento che non lascia stare fermi. Una di quelle scene che non si pianificano e che rimangono.

Da non perdere: la chiesa di San Michele Arcangelo con il portale romanico, e — meteo permettendo — la salita alla Torre del Barbarossa per una vista panoramica (si arriva anche con l’auto).

Pistoia: la città che sa farsi rispettare

Nel tardo pomeriggio mi sposto a Pistoia, che dista appena dodici chilometri. Pistoia è una di quelle città italiane che per anni ha vissuto all'ombra delle sorelle più famose — Firenze, Lucca, Siena — e che negli ultimi anni ha cominciato a rivendicare la propria identità con una certa sicurezza. Capitale italiana della cultura nel 2017, ha un centro storico compatto e bellissimo che si gira tranquillamente a piedi in un paio d'ore.

Il cuore di tutto è Piazza del Duomo: il Duomo di San Zeno con la facciata a strisce bianche e verdi tipicamente pistoiese, il Battistero di San Giovanni in Corte, il Palazzo del Comune. Di fronte, l'Ospedale del Ceppo con il fregio in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia che corre lungo tutta la loggia — uno dei capolavori rinascimentali meno fotografati d'Italia, forse perché a Pistoia la fila non si fa.

Per la cena rientro a Monsummano: è la sera giusta per scoprire che cosa significa mangiare bene nella provincia toscana, lontano dai menù turistici.

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Giorno 2 — Lucca: le mura, i vicoli, la luce

Lucca è a meno di mezz'ora da Monsummano Terme e merita una giornata intera. Non è una novità dirlo, ma è la verità: Lucca è una di quelle città che funzionano sempre, in qualsiasi stagione, con qualsiasi umore.

Arrivo la mattina presto, prima che i pullman turistici riempiano il centro. Le mura rinascimentali — lunghe più di quattro chilometri, larghe abbastanza da passeggiare o andare in bicicletta — sono ancora quasi deserte. La luce del mattino sui tigli è una di quelle cose che vale da sola il viaggio.

Scendo in città dal baluardo di San Regolo e mi addentro nel dedalo di vie medievali. Lucca ha una caratteristica che mi ha sempre affascinato: la piazza dell'Anfiteatro, che riprende perfettamente la forma dell'anfiteatro romano del II secolo su cui è costruita. Le case si dispongono in ellisse, le porte si aprono esattamente dove un tempo erano gli accessi all'arena. Un esempio di continuità urbana quasi commovente.

Il Duomo di San Martino è la mia cattedrale preferita in Toscana, e ogni volta che la rivedo capisco di nuovo perché. La facciata asimmetrica — il campanile c'era prima e non si poteva spostare, quindi si fa la facciata asimmetrica, con quella loggia sfasata che a prima vista sembra un errore e invece è una soluzione di rara eleganza — è già di per sé una dichiarazione di carattere. Ma è l'interno che lascia senza parole. Il Volto Santo, il Cristo ligneo venerato in città da secoli, è custodito in un tempietto marmoreo al centro della navata. Poi, nella sacrestia, c'è lei: Ilaria del Carretto, scolpita da Jacopo della Quercia nel 1406. È una delle statue funebri più belle che esistano. Ilaria giace composta, i capelli raccolti sotto un velo sottile, un cagnolino ai piedi come simbolo di fedeltà. Il marmo ha una morbidezza impossibile. Si sta lì davanti qualche minuto in più del previsto, sempre.

C'è un altro dettaglio che vale la pena cercare, e che spesso sfugge ai visitatori frettolosi: la grata di ferro battuto sospesa nella navata laterale. Una delle opere di oreficeria medievale più straordinarie della cattedrale, quasi invisibile se non si sa dove guardare. Vale la pena alzare gli occhi.

Il pomeriggio lo dedico alle botteghe e alle librerie del centro, con una sosta inevitabile per una fetta di torta di verdura — specialità locale spesso ignorata dai visitatori frettolosi — o per uno degli ottimi gelati artigianali della zona.

La sera rientro a Monsummano per la cena. Questa sera si va al Maialetto.

Cena al Ristorante Il Maialetto — Monsummano Terme

Il Maialetto è uno di quei posti che sembrano fatti apposta per chi viaggia da solo o in coppia cercando qualcosa di autentico: cucina toscana senza fronzoli, materie prime locali, porzioni generose. Il nome non lascia spazio all'ambiguità: la carne è il punto di forza, in particolare il maiale in tutte le sue declinazioni. La ribollita quando è in carta è da ordinare senza esitazioni. L'ambiente è caldo, il servizio diretto. Il conto non fa paura.

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Giorno 3 — Pisa e le spiagge bianche di Rosignano: verso il ritorno

Pisa: oltre la Torre

Terzo giorno, si parte al mattino presto verso Pisa. Lo so, lo so: la Torre. Ma Pisa è molto di più, e il modo migliore per capirlo è arrivare quando i gruppi organizzati non hanno ancora invaso Piazza dei Miracoli.

Il complesso monumentale — il Duomo, il Battistero, la Torre pendente e il Camposanto Monumentale — è davvero una delle concentrazioni di bellezza medievale più straordinarie d'Europa. Lo sanno tutti, ma vederlo di persona, senza la mediazione delle fotografie, è comunque un colpo allo stomaco. La Torre pende. Pende davvero, e più di quanto ci si aspetti.

Il Camposanto Monumentale è la tappa che molti saltano, e che invece merita tutto il tempo che si vuole darle. Il cimitero medievale è racchiuso da un chiostro di marmo bianco di rara bellezza: al centro il prato, tutt'intorno le arcate gotiche, e sulle pareti interne i resti di un ciclo di affreschi trecenteschi — in parte distrutti dall'incendio del 1944 durante i bombardamenti, in parte miracolosamente sopravvissuti. Il Trionfo della Morte, attribuito a Buonamico Buffalmacco, è uno di quegli affreschi medievali che non si dimenticano: la vita, la morte, il giudizio, tutto mescolato con una crudezza e una potenza che non si trovano nei musei patinati. E il silenzio del chiostro, in mezzo al caos della piazza, vale già da solo la deviazione.

Dopo Piazza dei Miracoli mi sposto verso il Lungarno. I palazzi che si specchiano nell'Arno, il Palazzo della Carovana in Piazza dei Cavalieri (con il suo sfondo di affreschi graffiati a sgraffito), le osterie lungo le rive: questa è la Pisa che i turisti di passaggio non vedono quasi mai.

Pranzo in centro — da non perdere i cecìni, le focaccette di farina di ceci tipiche della zona — e poi si riparte verso Roma, con una deviazione.

Rosignano Marittimo e le spiagge bianche: una sosta inaspettata

Sulla via del ritorno, uscendo dall'autostrada all'altezza di Rosignano Solvay, si scopre una delle stranezze più fotogeniche della costa toscana: le spiagge bianche. L'acqua è di un turchese caraibico, la sabbia è candida, le rocce sono chiare. La spiegazione, un po' meno poetica, è che per decenni gli scarichi industriali della Solvay — stabilimento chimico attivo dal 1912 — hanno depositato carbonato di calcio sul fondale, modificando il colore sia dell'acqua che della spiaggia.

Controversie ambientali a parte, fuori stagione Rosignano è un posto stranamente bello e quasi deserto. Le Spiagge Bianche vere e proprie si trovano al Lillatro, a Rosignano Solvay. Mezz'ora di sosta, una passeggiata sul bagnasciuga, qualche foto. Poi l'Aurelia verso Roma, con le colline di Cecina ancora visibili nello specchietto retrovisore.

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Informazioni pratiche

Come arrivare

Da Roma in macchina: A1 Roma-Firenze, uscita Pistoia o Montecatini Terme. Circa 270 km, 2h30 senza traffico. In treno: Frecciargento Roma Termini–Firenze SMN, poi regionale per Pistoia o Montecatini Terme.

Dove dormire

Airbnb Fernanda — Monsummano Terme. Una delle scoperte più belle di questo viaggio, onestamente. L'appartamento di Fernanda è grande, elegante, luminoso, curato nei dettagli e perfettamente attrezzato per gruppi fino a sei persone: cucina funzionale, spazi comuni generosi, camere comode. Il tipo di alloggio in cui si arriva stanchi la sera e ci si accorge che non si ha nessuna fretta di uscire. Posizione centrale, a due passi dal cuore di Monsummano, con parcheggio facile e accesso rapido a tutte le mete dell'itinerario. Prenotazione: www.airbnb.it/rooms/1602041584398446269

Noleggio auto

Per questo tipo di itinerario — con spostamenti quotidiani tra più centri e una sosta fuori autostrada al ritorno — la macchina è indispensabile. Io prenoto sempre tramite Discover Cars, il comparatore di noleggio con cui collaboro: permette di confrontare tariffe di diverse compagnie, filtrare per assicurazione inclusa e trovare le offerte migliori anche con poco anticipo. Link al mio profilo partner: www.discovercars.com/it?a_aid=MariaLuisa

Funicolare Montecatini Terme – Montecatini Alto

Se si passa da Montecatini Terme — a pochi minuti da Monsummano — vale la pena salire a Montecatini Alto con la funicolare storica, attiva dal 1898. In cima si trova un borgo medievale ben conservato, con la piazza, la torre dell'orologio e un panorama sulla Valdinievole che giustifica ampiamente i pochi minuti di salita. Sito ufficiale e orari: https://www.funicolaremontecatini.com/

Dove mangiare

Ristorante Il Maialetto — Via della Repubblica 348, Monsummano Terme (PT). Cucina toscana tradizionale, specialità di carne. Consigliato per cena dopo la giornata a Lucca. Per informazioni e prenotazioni: verificare i contatti aggiornati su Google Maps o TripAdvisor. https://ilmaialetto.com/osteria/

Pistoia — Informazioni turistiche

Ufficio del Turismo di Pistoia: Piazza del Duomo, 4 – 51100 Pistoia. Sito ufficiale: www.pistoia.turismo.toscana.it

Lucca — Informazioni turistiche

Ufficio del Turismo di Lucca: Piazza Santa Maria, 35 – 55100 Lucca. Sito ufficiale: www.luccaturismo.it

Pisa — Informazioni turistiche

Opera della Primaziale Pisana (biglietti Piazza dei Miracoli): Piazza del Duomo, 17 – 56126 Pisa. Sito ufficiale: www.opapisa.it

Spiagge Bianche di Rosignano

Località Lillatro – Rosignano Solvay (LI). Accesso libero. Visita consigliata fuori stagione (ottobre–aprile) per evitare la ressa estiva.

Note di viaggio

Periodo consigliato: primavera (marzo–maggio) o autunno (settembre–ottobre) per clima mite e meno affollamento. In estate Lucca e Pisa sono molto frequentate. A Pisa la prenotazione per salire sulla Torre è obbligatoria e va fatta in anticipo sul sito dell'Opera.

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