Bastano poche ore tra i vicoli di tufo scuro di Viterbo, le scale di pietra e le fontane per capire che qui il Medioevo non è una scenografia per turisti: è ancora ben visibile, a ogni angolo. Ho visitato Viterbo più volte nel corso degli anni (prima per curiosità, poi per approfondire, infine per puro piacere) e ogni volta trovo qualcosa che non ricordavo o che non avevo ancora notato.
Se cercate una gita fuori porta che unisca arte, storia, buon cibo e un po' di relax termale, Viterbo è la risposta giusta: da Roma sono meno di 90 chilometri. Vi racconto come organizzare una giornata intera, senza correre, con qualche deviazione dai soliti percorsi e qualche curiosità da raccontare agli amici.

UNA CITTÀ, UNA STORIA: VITERBO E I PAPI
Le origini di Viterbo si perdono tra insediamenti etruschi e leggende (ne riparliamo tra poco). Il suo momento d'oro arriva nel Duecento, quando diventa sede papale alternativa a Roma: i papi che qui hanno risieduto o sono stati eletti sono ben cinque, un record niente male per una città di provincia.
La storia più famosa, però, è quella del conclave. Tra il 1268 e il 1271 i cardinali, riuniti a Viterbo, non riuscivano a mettersi d'accordo sul nuovo papa. Dopo quasi tre anni (trentatré mesi, per la precisione) i viterbesi persero la pazienza: chiusero a chiave i cardinali nel Palazzo dei Papi, li misero a dieta e, secondo la tradizione, scoperchiarono pure il tetto, perché si decidessero prima. Funzionò: fu eletto Gregorio X. Da quell'episodio viene la parola "conclave", dal latino cum clave, "con la chiave".
Piccola nota onesta: il centro storico fu colpito duramente dai bombardamenti del 1944 e in parte ricostruito. Il quartiere di San Pellegrino, che vedremo subito, ne uscì meglio di altri, ed è per questo che oggi sembra uscito da una pagina di storia.

MATTINA: IL PALAZZO DEI PAPI E IL QUARTIERE DI SAN PELLEGRINO
Il mio consiglio è di partire presto, quando i vicoli sono ancora quasi deserti e si cammina senza sgomitare. Lasciate l'auto al comodo parcheggio gratuito di Valle Faul e salite con l'ascensore direttamente in Piazza San Lorenzo, la piazza del Duomo: arrivate nel cuore del centro storico senza fare fatica.
Qui trovate il Duomo di San Lorenzo, dalla facciata sobria, e soprattutto il Palazzo dei Papi, capolavoro del gotico civile. Il loggiato che si affaccia sulla piazza è tra le architetture più eleganti del Lazio medievale: le arcate ogivali con le colonnine sottili sembrano quasi sospese, e nelle giornate limpide si vede la campagna della Tuscia.
All'interno si visita la Sala del Conclave, proprio quella dove andò in scena la lunga attesa del 1268-1271. Stare lì, sapendo cosa è successo, fa un certo effetto.
Un'altra storia legata al palazzo: nel 1277 papa Giovanni XXI morì dopo che il soffitto di una stanza appena costruita gli crollò addosso. Non fu la miglior pubblicità per i lavori in corso.
Dalla piazza, con una passeggiata di pochi minuti, si raggiunge il quartiere medievale di San Pellegrino, tra i meglio conservati d'Italia.
Qui perdersi è parte del programma. Le stradine si aprono su piccole piazze, e dappertutto ci sono i profferli: le tipiche scale esterne in pietra che portano direttamente al piano di sopra, e che a Viterbo sono praticamente un marchio di fabbrica. Con un po' di fortuna incontrerete anche qualche gatto di quartiere, che vi guarderà con l'aria di chi abita lì da sempre (e ha ragione).
Curiosità: in primavera San Pellegrino si veste a festa con San Pellegrino in Fiore, la manifestazione che riempie di fiori e allestimenti floreali vicoli, scale e angoli del quartiere. Se capitate in quei giorni, il quartiere medievale è ancora più fotogenico (e un po' più affollato).


CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA E QUALCHE SOSTA MINORE
Prima di spostarvi verso il centro, vi segnalo la Chiesa di Santa Maria Nuova, una delle più antiche di Viterbo e spesso saltata dai giri più battuti. La facciata è severa, ma dentro c'è un piccolo chiostro romanico. All'esterno c'è un pulpito, una vera rarità, dal quale, secondo la tradizione, avrebbe predicato San Tommaso d'Aquino. Se vi piacciono le chiese meno celebri, questa merita una sosta.
Lungo il percorso fate caso alle fontane: Viterbo ne è piena. C'è un vecchio detto che la definisce "città di belle donne e di belle fontane", e sulle fontane è difficile contraddirlo. La più antica e famosa è la Fontana Grande, nella piazza che porta il suo nome, che risale al Duecento. Altre sono più discrete e vanno cercate. L'acqua qui è sempre stata importante, e capirete meglio perché nel pomeriggio.

PAUSA PRANZO: I SAPORI DELLA TUSCIA
Viterbo è nel cuore della Tuscia, una delle zone più interessanti del Lazio a tavola. La cucina è fatta di ingredienti semplici e piatti di una volta: l'acquacotta (zuppa di pane raffermo, uova, pecorino e verdure di stagione), i lombrichelli al sugo di cinghiale (pasta fresca a sezione irregolare, cugina dei pici toscani), i formaggi pecorini, l'olio extravergine della Tuscia DOP e, se non temete una piccola deviazione, il coregone del Lago di Bolsena. Se siete in zona a ridosso del Carnevale, cercate anche i fagioli del purgatorio di Gradoli, legati a una tradizione tutta locale.
Per il pranzo cercate una trattoria nel centro storico, meglio se lontano dalle vie principali. I prezzi sono ancora onesti, le porzioni generose e l'ambiente spesso familiare. Il rischio è non avere più voglia di alzarvi da tavola: in una gita di un giorno serve un minimo di disciplina.


POMERIGGIO, PRIMA PARTE: PASSEGGIATA IN CENTRO E PALAZZO DEI PRIORI
Dopo pranzo, una digestione a piedi lungo Corso Italia, la via principale del centro, tra negozi e caffè, con una tappa in Piazza delle Erbe, che già dal nome racconta il suo passato di piazza del mercato. Poi si arriva in Piazza del Plebiscito, il centro civico della città: i viterbesi continuano a chiamarla Piazza del Comune.
Qui c'è il Palazzo dei Priori, ancora oggi sede del Comune, con la sua torre civica e il loggiato. Dentro si possono visitare le sale affrescate, e da quanto mi risulta l'ingresso è gratuito (conviene però verificare orari e giorni di apertura prima di andare, perché le sale vengono usate anche per cerimonie e riunioni istituzionali). Vale assolutamente la deviazione. Il pezzo forte è la Sala Regia, decorata a fine Cinquecento da Baldassarre Croce e collaboratori, con affreschi che raccontano la storia (e un bel po' di leggende) di Viterbo, compresi i castelli che un tempo dipendevano dalla città. Molto bella anche la Sala d'Ercole, dove si riunisce il consiglio comunale.
Una curiosità: molte di quelle storie risalgono ad Annio da Viterbo, frate umanista del Quattrocento. Per dare alla sua città origini il più possibile prestigiose, si inventò documenti antichi con tanto di fondatori mitologici. I falsi furono smascherati col tempo, ma la città, senza troppi problemi, li ha tenuti sulle pareti: sono belli da vedere e fanno parte della storia anche loro.
Uscendo, guardate i leoni di pietra, simbolo della città: se li osservate bene, vi accorgerete che non sono tutti uguali. Provate a trovare le differenze.


POMERIGGIO, SECONDA PARTE: LE TERME DEI PAPI E IL BULLICAME
Per il finale, ci si concede una sosta termale. A Viterbo le scelte non mancano: la città sorge su un sistema di sorgenti geotermali noto fin dall'antichità. I Romani le usavano, i papi ci venivano a rilassarsi, e ancora oggi l'acqua sulfurea della zona ha fama di far bene.
Le Terme dei Papi sono la struttura più attrezzata: un centro termale moderno con la Piscina Monumentale, una grande vasca esterna di oltre 2000 metri quadrati alimentata con l'acqua della sorgente del Bullicame (ne parliamo tra un attimo) e affacciata sul paesaggio della Tuscia. Anche solo un bagno in piscina vale la pena, ma per godersi davvero le terme servirebbe una giornata intera: in questo itinerario le assaggiamo soltanto, quindi se vi piace il genere, riservate loro una gita a parte. C'è anche una chicca: a fine estate, con la rassegna Cinema & Terme, nella Piscina Monumentale si proiettano film su un maxischermo a bordo vasca, e li si guarda direttamente dall'acqua termale (circa 35 gradi), all'aperto, sotto il cielo di Viterbo. Nell'edizione 2026, la decima, i film erano i venerdì sera dal 4 settembre al 2 ottobre; il biglietto costa 20 € tra ingresso e proiezione e si compra solo in loco, senza prevendita. Dopo il film si può restare in acqua fino all'una di notte.
Per chi preferisce qualcosa di più alla buona (e completamente gratuito), c'è il Bullicame, sorgente naturale di acqua calda che Dante cita nell'Inferno (canto XIV: il ruscello rosso che esce dal Bullicame, da cui poi si dividevano le acque per i bagni delle peccatrici). L'acqua sgorga a temperature elevate in un laghetto circolare di origine vulcanica, circondato da depositi bianchi di zolfo. Il paesaggio è un po' lunare, l'odore di zolfo si sente eccome, e non è una spa. Ma è un posto che racconta bene la Viterbo termale di un tempo.
E con questo la giornata è piena: da qui si riparte per casa, stanchi ma contenti.

INFORMAZIONI PRATICHE
COME ARRIVARE
In auto: da Roma, Viterbo si raggiunge percorrendo la Via Cassia (SS2) oppure l'Autostrada A1 con uscita a Orte, poi SS204. Il percorso da Roma è di circa 80-90 km (1 ora e 15 minuti circa). Da Arezzo e dalla Toscana, ottimo collegamento via A1 uscita Orte, poi SS204 (circa 2 ore).
In treno: dalla stazione Roma Ostiense, treni diretti per Viterbo (linea FL3) con fermate intermedie. Durata circa 2 ore.
Parcheggio: il più comodo è il parcheggio gratuito di Valle Faul, da cui un ascensore sale direttamente in Piazza San Lorenzo (la piazza del Duomo). In alternativa, ci sono parcheggi a pagamento nelle vicinanze del centro storico, come quello di Porta Romana o della Rocca Albornoz.
PALAZZO DEI PAPI
Piazza San Lorenzo, Viterbo
Sito ufficiale: https://comune.viterbo.it/vivere-il-comune/luoghi/palazzo-dei-papi/
Tel.: 0761 342810
Orari: verificare sul sito ufficiale, variano per stagione
CATTEDRALE DI SAN LORENZO
Piazza San Lorenzo, Viterbo
Tel.: 0761 341122
Ingresso libero
CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA
Piazza Santa Maria Nuova, Viterbo
Ingresso libero (orari di apertura variabili)
PALAZZO DEI PRIORI
Piazza del Plebiscito, Viterbo
Sale affrescate visitabili, ingresso gratuito (verificare orari e giorni di apertura)
TERME DEI PAPI
Largo Socrate Sensi 1, Viterbo
Sito ufficiale: www.termedeipapi.it
Tel.: 0761 3501
Centro termale aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Piscina Monumentale: lunedì, mercoledì, giovedì e domenica 9-19; venerdì 9-20; sabato 9-1 (il sabato dalle 21 alle 1 c'è il "Bagno sotto le stelle"); martedì chiusa per manutenzione.
Cinema & Terme: ogni venerdì sera a fine estate (edizione 2026: 4 settembre-2 ottobre, ingresso dalle 20:30, film alle 21:30, piscina aperta fino all'1). Biglietto 20 € solo in loco, senza prenotazione. Controllate date e programma dell'edizione in corso.
Prenotazione consigliata per i trattamenti
BULLICAME (sorgente termale libera)
Strada Bagni, Viterbo
Ingresso gratuito e libero, aperto tutto l'anno
DOVE MANGIARE
Osteria del Vecchio Orologio
Via Orologio Vecchio, Viterbo
Tel.: 0761 307433
Cucina viterbese tradizionale, ottima acquacotta e lombrichelli
Il Richiastro
Via della Marrocca 16, Viterbo
Tel.: 0761 228009
Ristorante nel cuore del centro storico, menu stagionale con prodotti della Tuscia
PERIODO CONSIGLIATO
Primavera e autunno sono i momenti migliori. L'estate può essere calda, ma le terme e i parchi offrono refrigerio. In inverno il centro storico ha un'atmosfera raccolta e tranquilla.



